Vita quotidiana

E’ nella quotidianità che si sente profondo il segno del cambiamento. Ci aiutano a rendercene conto i racconti in cui si camminava a piedi nudi nella neve, al lavoro, lontano, si andava a piedi e si giocava, bambini, liberi per tutto il paese

Video

  • Consonno. L'ultima alunna

    Rosa Milani è stata l'ultima bambina a frequentare la scuola a Consonno. Ricorda le maestre, i (pochi) compagni, la stanza dove studiavano.

  • Consonno. Il ritrovo sotto il tiglio

    Vittorio Panzeri e Mario Panzeri spiegano come una pianta, "La pianta", può diventare uno dei luoghi di ritrovo più significativi di un paese.

  • Roberto MIlani. L'essiccatoio della comunità

    Gli essiccatoi - secau, venivano detti - sono del tutto scomparsi sul Monte di Brianza già nella prima metà del Novecento. Uno di questi si trovava a Consonno, ed era gestito in comune dai suoi abitanti.

  • San Michele. Far fieno col nonno

    Egidio Riva racconta una sua giornata di bambino, dal mattino con il latte caldo portato al papà e al nonno, fino al pomeriggio, con il fieno portato a spalla, insieme al nonno, da San Michele alle Torrette di Pescate

  • La strada di Camporeso

    La strada che collega Camporeso a Galbiate (e Migliorate) veniva percorsa giornalmente per raggiungere i luoghi di lavoro e per intessere le importanti relazioni fra gli abitanti e i commercianti, anche ambulanti.

  • Camporeso. Il cibo e l'acqua

    La vita contadina di Camporeso permetteva la produzione del cibo di cui poi si alimentavano i suoi abitanti. L'accesso all'acqua era poi garantito da una fontana in corte, ma anche da alcune sorgenti: ul funtanòn e ul funtanén

  • Crescere a Camporeso

    Le sorelle Bonacina, nate e vissute a Camporeso fino agli anni '50, raccontano la loro infanzia e la vota quotidiana nel borgo, rievocando i giochi di bambine e ricordando la singolare figura del "sindaco" Aldeghi.

  • La fontana di Camporeso

    Le sorelle Bonacina raccontano i momenti trascorsi al lavatoio di Camporeso, luogo sociale di incontro con altre donne e luogo di lavoro. Narrano le tecniche di lavaggio dei diversi tipi di indumenti.

  • Val di Sciatt. Domenica pomeriggio in cortile

    Luigi Bonacina commenta il video che ha girato nel 1960: le chiacchiere in cortile fuori dalla stalla, il lavoro quotidiano delle donne e gli uomini vestiti a festa, una domenica come tante

  • Val di Sciatt. L'osteria da Camell

    Per tanti anni in Val di Sciatt c'e' stata un'osteria, dove gli uomini andavano a giocare a bocce, alla morra, a bere un bicchiere o mangiare la busecca il sabato. Le donne compravano il vino per il pranzo, e la televisione diventava un motivo per ritrovarsi tutti, la sera

  • Aizurro. E come si scendeva a Airuno?

    Con la neve e senza scarpe, come si fa a andare a lavorare? Ce lo spiega Tina Colombo.

  • Mondonico. La merenda dal pittore Carpi

    La casa di Pinin Carpi era sempre aperta per i bambini del paese, che giocavano in piazza. Domenico Panzeri ricorda ancora il sapore del pane con la marmellata che il pittore offriva loro.

  • Mondonico. Cacciatori tra capanni e roccolo

    Quasi tutti cacciatori a Mondonico. Dagli archetti per catturare gli uccellini da tenere in gabbia al roccolo per cacciare in modo più professionale; Domenico Panzeri, anche con un po' di rammarico, ricorda come fosse normale anche mangiare gli uccellini in umido.

  • Mondonico. Vita nel torrente

    Domenico Panzeri ricorda le estati passate a giocare nel torrente, in mezzo al bosco, e i piccoli pesci che si lasciavano pescare con le mani.

  • Mondonico. Le nostre castagne... e quelle rubate

    I boschi di Mondonico erano ricchi di castagne, che venivano raccolte ancora acerbe e conservate, come spiega Giuseppe Milani, nei ricci per evitare che marcissero. Eppure, soprattutto tra i ragazzi, era sempre forte la tentazione di andare a rubarne ai "muntagnat" di Campsirago e Campiano.

  • Mondonico. Il grande feudo di Mondonico

    Fino alla metà del Novecento, i campi, i boschi e le case di Mondonico sono appartenute al Magistretti di VIlla Maria. In qualche modo, questa proprietà unica, ha contribuito a ritardare la disgregazione delle grandi famiglie contadine, facendo del borgo, che contava circa 1000 abitanti, uno dei luoghi più popolosi della Brianza.

  • Mondonico. L'arte domestica del filet

    Giuseppe Cagliani ricorda con molto affetto l'abilità e la passione della madre nella lavorazione delle reti, note come "filet"; con questa tecnica venivano realizzate tende, centri tavola, tovaglie per gli altari e copricapo per le donne. Un'arte, questa, molto diffusa tra le donne di Mondonico.

  • Olgiate Vecchia. La spartizione della legna

    Il racconto della curiosa pratica attraverso la quale veniva suddivisa tra gli abitanti della corte di Olgiate Vecchia la legna dei boschi comuni, fa riflettere sulla reciproca fiducia sulla quale si reggeva la convivenza nelle famiglie contadine.

  • Olgiate Vecchia. Le conversazioni sotto la magnolia

    Nel giardino dei Gola, le giornate di villeggiatura erano occupate soprattutto da interminabili conversazioni, tra racconti di viaggi e scambi taglienti come duelli. Li ricorda con divertimento Elisabetta Gola Staglieno.

  • Olgiate Vecchia. La nonna e la sua Lancia Appia

    Il fulcro intorno al quale ruotava la vita dentro casa Sommi Picenardi era la nonna, che con il suo carattere e la sua signorilità, teneva unita tutta la famiglia. Ilaria Sommi Picenardi la ricorda in particolare alla guida della sua auto, in viaggio verso la riviera ligure.

  • Angelo Cazzaniga. Il gioco della contrattazione

    Mercanti e contadini si incontravano nei mercati di Valgreghentino e di Santa Maria Hoé, oppure direttamente nei borghi e ogni volta si giocava una partita nuova, tra astuzie e malizie. Piccoli trucchi per spuntare un prezzo più basso, o per guadagnare qualcosa sul peso e la qualità dei prodotti.

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