Tempi che cambiano

I racconti ci parlano dell’evoluzione dei luoghi, del loro trasformarsi in ragione delle mutate abitudini dei suoi abitanti o di eventi esterni. Cambiano i luoghi, e dove prima c’erano campi e vigneti ora ci sono edifici e strade, gli animali da soma hanno ceduto il passo alle auto, acqua e elettricità in casa hanno cambiato le abitudini di un luogo

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  • Consonno. Quando è arrivata l'elettricità?

    L'arrivo dell'elettricità in un borgo isolato diventa un'avventura che coinvolge gli abitanti, il parroco e altri personaggi e che si merita una lapide dedicata in Chiesa. Vittorio Panzeri ricostruisce quella vicenda tanto importante per la vita del paese.

  • Consonno. Il borgo, la sua strada

    Antonio Gilardi, nato a consonno e ex sindaco di Olginate, ricostruisce le varie tappe della realizzazione, successiva dismissione e nuovo recupero della strada che collega Consonno a Olginate.

  • Consonno. Il ritrovo sotto il tiglio

    Vittorio Panzeri e Mario Panzeri spiegano come una pianta, "La pianta", può diventare uno dei luoghi di ritrovo più significativi di un paese.

  • Consonno. Milva, i Profeti e i Dik Dik

    Carmen Milani ricorda il periodo d'oro della Consonno degli anni '60: concerti, discoteche, feste...con la partecipazione di prestigiosi esponenti musicali dell'epoca. Riporta anche il suo personale ricordo del conte Mario Bagno, l'artefice dell'ambizioso progetto.

  • San Michele. Dove si prendeva l'acqua?

    Luigi Borghetti racconta che delle sorgenti che alimentavano fino a pochi decenni fa San Michele e il circondario resta solo quella che alimenta il lavatoio, mentre Giovanni Corbetta ricorda come, da bambino, aveva il compito di scendere a prendere l'acqua fresca per chi lavorava sui prati scoscesi vicino alla cima del Monte Barro

  • San Michele. Chi viveva a San Michele?

    Luigi Borghetti rievoca i nomi delle famiglie che abitavano a San Michele nel dopoguerra e ci aiuta a ricostruire la vita di allora nel borgo

  • San Michele. Perché la chiesa non ha il tetto?

    La Chiesa di San Michele, incompiuta, oggi si presenta senza copertura. Ma Giovanni Corbetta si ricorda del tetto di legno e dei racconti di suo padre su un gran signore con grandi progetti per il borgo.

  • Crescere a Camporeso

    Le sorelle Bonacina, nate e vissute a Camporeso fino agli anni '50, raccontano la loro infanzia e la vota quotidiana nel borgo, rievocando i giochi di bambine e ricordando la singolare figura del "sindaco" Aldeghi.

  • Val di Sciatt. Val di sciatt o val di sciuri?

    Tanta acqua vuol dire tanti rospi (sciatt, in dialetto), ma l'acqua racconta anche di come la valle si è trasformata nel tempo; una valle baciata dal sole e risparmiata dal vento, dove gli abitanti non si sentono certo dei "rospi".

  • Val di Sciatt. L'osteria da Camell

    Per tanti anni in Val di Sciatt c'e' stata un'osteria, dove gli uomini andavano a giocare a bocce, alla morra, a bere un bicchiere o mangiare la busecca il sabato. Le donne compravano il vino per il pranzo, e la televisione diventava un motivo per ritrovarsi tutti, la sera

  • Aizurro. I milanesi di Aizurro

    I villeggianti, che da Milano venivano ad Aizurro nella stagione estiva, hanno contribuito non poco a vivacizzare la vita del paese, organizzando gare e eventi che coinvolgevano piacevolmente anche gli abitanti.

  • Mondonico. Il grande feudo di Mondonico

    Fino alla metà del Novecento, i campi, i boschi e le case di Mondonico sono appartenute al Magistretti di VIlla Maria. In qualche modo, questa proprietà unica, ha contribuito a ritardare la disgregazione delle grandi famiglie contadine, facendo del borgo, che contava circa 1000 abitanti, uno dei luoghi più popolosi della Brianza.

  • Mondonico. A piedi nudi nel bosco

    Legna, funghi, castagne e foglie: il bosco era una miniera di ricchezze per gli abitanti di Mondonico. E per i bambini era uno spasso aiutare i grandi nei lavori, girare per i boschi a piedi nudi, arrampicarsi sugli alberi e saltare sui sassi per guadare i fiumi.

  • Olgiate Vecchia. Chi frequentava l'albergo?

    Di fronte alla stazione, il grande albergo chiuso negli anni 2000 è stato un punto di riferimento per chi arrivava in Brianza in treno. Per gli olgiatesi più giovani, era l'unico luogo dove si poteva ascoltare musica dai primi jukebox.

  • Giovenzana. In villeggiatura a Giovenzana?

    A Giovenzana si andava a prendere l'aria buona: un turismo estivo, familiare, proveniente dalla Brianza a dal milanese, sceglieva Giovenzana come meta fino a pochi decenni fa, trasformando gli abitanti in affittacamere e vivacizzando la vita estiva del borgo.

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