Saperi manuali

Incontriamo nei borghi rurali traccie di antichi mestieri, di saperi manuali, sviluppati e diffusi per necessità quotidiana o patrimonio di pochi abili artigiani. Questi saperi rischiano di perdersi e ricordarli può voler dire cominciare a riscoprirli

Video

  • Consonno. Il restauro della tela della Natività

    La Dottoressa Anna Catalano racconta le fasi del restauro della tela conservata nella chiesa di San Maurizio, la cura nel trattare questa preziosa opera d'arte e l'emozione nello scoprire i colori e la composizione originali.

  • Roberto Milani. L'innesto del castagno

    Ogni primavera le piante di una selva andavano rinnovate, attraverso innesti di nuove piante: una tecnica abbastanza delicata, che non tutti sapevano praticare, e che era fondamentale per mantenere il patrimonio di famiglia.

  • Roberto Milani. Proprietà del legno di castagno

    Roberto Milani ricorda alcune caratteristiche del legno di castagno: un legno non molto adatto alla combustione, e quindi poco usato per camini e stufe, ma ottimo per paleria o come materiale di costruzione.

  • Camporeso. Lavorare la terra

    Percorrendo la strada che porta a Galbiate, sono ancora presenti i segni del lavoro dell'uomo per coltivare la terra: i terrazzamenti che permettevano le coltivazioni di grano, mais, vite, ecc... Importante era la presenza di teleferiche che permetteva il trasporto di fieno, legna, ecc... da luoghi più elevati del Monte Barro fino a Camporeso.

  • Val di Sciatt. Dove si torchiava l'uva?

    Tutti i contadini coltivavano l'uva per prodursi un po' di vino: pigiato in casa, nel torchio più vicino o grazie al torchio ambulante che passava per le case. Ogni famiglia lavorava l'uva per avere una piccola scorta di vino; solo quello buono veniva venduto, o regalato...

  • Mondonico. Cacciatori tra capanni e roccolo

    Quasi tutti cacciatori a Mondonico. Dagli archetti per catturare gli uccellini da tenere in gabbia al roccolo per cacciare in modo più professionale; Domenico Panzeri, anche con un po' di rammarico, ricorda come fosse normale anche mangiare gli uccellini in umido.

  • Mondonico. L'arte domestica del filet

    Giuseppe Cagliani ricorda con molto affetto l'abilità e la passione della madre nella lavorazione delle reti, note come "filet"; con questa tecnica venivano realizzate tende, centri tavola, tovaglie per gli altari e copricapo per le donne. Un'arte, questa, molto diffusa tra le donne di Mondonico.

  • Mondonico. A piedi nudi nel bosco

    Legna, funghi, castagne e foglie: il bosco era una miniera di ricchezze per gli abitanti di Mondonico. E per i bambini era uno spasso aiutare i grandi nei lavori, girare per i boschi a piedi nudi, arrampicarsi sugli alberi e saltare sui sassi per guadare i fiumi.

  • Giovenzana. C'erano pecore a Giovenzana?

    Gli animali, oggi più rari, erano una presenza famigliare a Giovenzana, ad integrare l'economia familiare con la vendita della carne e l'utilizzo della lana.

  • Giovenzana. La cesta e la fiaschetta

    In piccoli oggetti sono racchiuse storie interessanti: una fiaschetta ci parla della abilità artigianale nella lavorazione delle fibre vegetali, mentre una cesta molto particolare racconta di quando il prete andava a elargire benedizioni e raccogliere doni.

  • Giovenzana. Come si fa "la rete"?

    Genoveffa Villa racconta come si lavora per realizzare un ricamo, la rete, che le donne di Giovenzana realizzavano e vendevano. Alcuni pregevoli esempi si possono vedere nei paramenti della Chiesa della frazione.

  • Mario e Giovanni Galbusera. Le stagioni nella selva

    I fratelli Galbusera raccontano l'avvicendarsi dei lavori di mantenimento e di pulizia della selva durante il volgere delle stagioni: un'attenzione continua per mantenere produttivi i castagni da frutto, risorsa non secondaria nell'economia famigliare

  • Giovanni Galbusera. Ogni prodotto, la sua cesta

    L'industria del cavagnée (produttori di ceste e recipienti) ha prosperato per decenni intono al Monte di Brianza, grazie a una grande disponibilità i materia prima (il legno di castagno) e alla domanda che proveniva dalle grandi industrie alimentari del casatese.

  • Angelo Cazzaniga. La raccolta delle castagne

    I periodi della raccolta delle castagne coinvolgevano tutta la famiglie, ognuno con il suo ruolo. A Biglio, l'ultima domenica della raccolta si festeggiava tutti insieme con una burollata fatta nel bosco.

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