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  • Consonno. Si campava bene a Consonno?

    A Consonno la coltivazione dei campi e dei boschi consentiva alle famiglie di aver sempre cibo a sufficienza e di commerciare con profitto le eccedenze. Vittorio Panzeri rievoca la sua infanzia in una famiglia contadina.

  • San Michele. Com'era la sagra?

    La Sagra di San Michele, con una tradizione centenaria interrotta negli anni 50 per riprendere solo recentemente, risveglia ricordi vivi in chi l'ha vissuta e ne rievoca il clima festoso.

  • La strada di Camporeso

    La strada che collega Camporeso a Galbiate (e Migliorate) veniva percorsa giornalmente per raggiungere i luoghi di lavoro e per intessere le importanti relazioni fra gli abitanti e i commercianti, anche ambulanti.

  • Aizurro. Cosa si portava al mercato?

    Ricordando quello che le famiglie riuscivano a vendere al mercato, Tina Colombo ci racconta cosa si coltivava, quali prodotti erano destinati al consumo e quali alla vendita, ricostruendo il quadro di un'economia familiare che si avvaleva del contributo di tutti.

  • Mondonico. Il grande feudo di Mondonico

    Fino alla metà del Novecento, i campi, i boschi e le case di Mondonico sono appartenute al Magistretti di VIlla Maria. In qualche modo, questa proprietà unica, ha contribuito a ritardare la disgregazione delle grandi famiglie contadine, facendo del borgo, che contava circa 1000 abitanti, uno dei luoghi più popolosi della Brianza.

  • Olgiate Vecchia. Le verdure vendute al "vedarem"

    L'economia delle famiglie contadine poteva contare, in parte, sui proventi della vendita di alcuni prodotti dell'orto. Non sempre però si poteva fare affidamento sugli acquirenti, come ricorda Luigi Redaelli parlando della figura del "vedarem", intermediario abilissimo nel ritardare il momento del pagamento.

  • Giovenzana. Portar pere a Santa Maria

    Pere, castagne, frumento, uva...questi sono solo alcuni dei prodotti che, coltivati attorno a Giovenzana, contribuivano all'economia familiare, anche attraverso la vendita presso il vicino mercato di Santa Maria Hoe.

  • Giovanni Galbusera. Ogni prodotto, la sua cesta

    L'industria del cavagnée (produttori di ceste e recipienti) ha prosperato per decenni intono al Monte di Brianza, grazie a una grande disponibilità i materia prima (il legno di castagno) e alla domanda che proveniva dalle grandi industrie alimentari del casatese.

  • Enrico Panzeri. Pali per i vini piemontesi

    Il legname del bosco ceduo di castagne veniva destinato a diversi usi: Enrico Panzeri ricorda in particolare i grandi quantitativi che venivano ritirati a Figina per essere portati in Piemonte, a servire i rinomati vitigni,

  • Luigi rocca. La balutera

    Luigi Rocca racconta del popolare gioco che i firunatt proponevano nei giorni delle fiere, girando nelle osterie di paese e invogliando le persone a tentare di vincere il firòn, invece che comprarlo. Suo padre amava ripetergli che con la balutera, aveva cresciuto tre figli...

  • Angelo Cazzaniga. Il gioco della contrattazione

    Mercanti e contadini si incontravano nei mercati di Valgreghentino e di Santa Maria Hoé, oppure direttamente nei borghi e ogni volta si giocava una partita nuova, tra astuzie e malizie. Piccoli trucchi per spuntare un prezzo più basso, o per guadagnare qualcosa sul peso e la qualità dei prodotti.

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