Camporeso

Affacciato sui laghi briantei, il compatto nucleo rurale ha ben conservato la sua impronta medievale.
Ospita il Museo Etnografico dell’Alta Brianza dove sono raccolti e studiati saperi contadini e oggetti del quotidiano.

Gli Aneddoti

  • La strada di Camporeso

    La strada che collega Camporeso a Galbiate (e Migliorate) veniva percorsa giornalmente per raggiungere i luoghi di lavoro e per intessere le importanti relazioni fra gli abitanti e i commercianti, anche ambulanti.

  • Camporeso. Il cibo e l'acqua

    La vita contadina di Camporeso permetteva la produzione del cibo di cui poi si alimentavano i suoi abitanti. L'accesso all'acqua era poi garantito da una fontana in corte, ma anche da alcune sorgenti: ul funtanòn e ul funtanén

  • Crescere a Camporeso

    Le sorelle Bonacina, nate e vissute a Camporeso fino agli anni '50, raccontano la loro infanzia e la vota quotidiana nel borgo, rievocando i giochi di bambine e ricordando la singolare figura del "sindaco" Aldeghi.

  • La fontana di Camporeso

    Le sorelle Bonacina raccontano i momenti trascorsi al lavatoio di Camporeso, luogo sociale di incontro con altre donne e luogo di lavoro. Narrano le tecniche di lavaggio dei diversi tipi di indumenti.

  • Camporeso. La religiosità

    La preghiera quotidiana e domenicale erano un elemento importante della vita quotidiana a Camporeso. Una volta all'anno, Camporeso accoglieva i fedeli in occasione della festa dei Santi Angeli Custodi il 2 ottobre, aprendo e provvedendo alla sistemazione della piccola chiesa.

  • Camporeso. Lavorare la terra

    Percorrendo la strada che porta a Galbiate, sono ancora presenti i segni del lavoro dell'uomo per coltivare la terra: i terrazzamenti che permettevano le coltivazioni di grano, mais, vite, ecc... Importante era la presenza di teleferiche che permetteva il trasporto di fieno, legna, ecc... da luoghi più elevati del Monte Barro fino a Camporeso.

  • Camporeso. In campagna e in fabbrica

    La vita contadina a Camporeso, fino agli anni '50 del '900, si divideva fra il lavoro nei campi e la cura di qualche animale: grazie ai terrazzamenti i contadini potevano coltivare frumento, granoturco, patate, fieno e verdura e godere dei frutti dei lunghi filari di viti, di alberi da frutta o di murón, (gelsi). L'altra fonte di sostentamento per le famiglie contadine era inoltre il bosco, da cui ricavare castagne e legna, da donare al padrone e da vendere. Si vendevano, inoltre, altre produzioni, come uova e latte.

1

IL TUO CONTRIBUTO
ALLA NUVOLA!


La Nuvola di borghiparlanti.it è la carta della community del progetto.

Puoi contribuire anche tu con un'immagine, un ricordo, una suggestione.

Inserisci la tua mail e posiziona il tuo contributo spostando il marker sulla mappa.

Tieni d'occhio la NUVOLA per vedere quando il tuo commento sarà pubblicato!